Finanziamenti statali distribuiti secondo il Merito: Analisi, Pro e Contro del modello

Novembre 03, 2009 By: FNP Category: CNSU, News e Resoconti dal CNSU, Rassegna Stampa

Quest’anno, per la prima volta dopo lungo tempo, una quota significativa dei finanziamenti statali (7% del FFO, percentuale destinata a crescere nel tempo) verrà distribuita secondo criteri di Merito in funzione dei quali vengono valutate gli Atenei del Sistema Universitario italiano.

Per quanto sia un passo importante verso la valorizzazione di quegli atenei che hanno intrapreso la via della qualità, è necessario sottolineare importanti criticità che si sono evidenziate nel modello usato, a questo proposito vi invito a prendere lettura della mozione redatta dal CNSU in seduta del 9 ottobre 2009.

Per quanto siano molto numerose le osservazioni da arrecare in merito mi limito a dare ragione di una prima criticità, dando la mia disponibilità per qualunque domanda o osservazione.

Ai fine di una migliore comprensione, va in primo luogo mostrato come la classifica pubblicata il 24 Luglio dal MiUR non sia la risultante del solo calcolo dei criteri di “merito” ma è una classifica definita sull’intera erogazione del Fondo di Finanziamento Ordinario, pertanto non corrispondente agli obiettivi condivisibili che il Ministero si era proposto nelle linee guida.

È immediato osservare come si discosti significativamente quest’ultima da quella effettivamente redatta a partire dai criteri di merito individuati dal Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario (frutto di una elaborazione di dati ministeriali).

A questo proposito inserisco in allegato:

-          Mozione CNSU - 9 ottobre 2009

-          Documento CNVSU – Individuazione dei Criteri di Merito

-          Classifica pubblicata il 24 luglio 2009 dal MiUR

-          Classifica degli Atenei secondo il Quoziente di “Merito”

Classifiche internazionali: Buone e cattive notizie, ma soprattutto qualche spunto su cui riflettere…

Ottobre 14, 2009 By: FNP Category: CNSU, Rassegna Stampa

Inserisco di seguito un articolo molto utile ed interessante in fatto di valutazione: validi spunti di riflessione a partire dal confronto tra il rapporto del “Times Higher Education Supplement”, classifica internazionale delle migliori università, e lo Staring Grant 2009, ricco bando per borse di ricerca.

UNIVERSITA’/ Chiosso: atenei italiani tra i peggiori al mondo. Ma chi fa le classifiche?

In questi giorni sono rimbalzate sui giornali due notizie di segno molto diverso, una non buona e un’altra invece molto positiva.La prima giunge dall’annuale rapporto del “Times Higher Education Supplement” sullo stato di salute delle Università nel mondo. Dalla classifica stilata dalla prestigiosa pubblicazione inglese gli Atenei italiani escono, come peraltro era già accaduto negli anni passati, piuttosto male.
Nessuna Università italiana rientra tra le prime 150 nel mondo e per trovarne una occorre scorrere la graduatoria fino al 174° posto (Bologna) e al 205° (Roma La Sapienza). Nella speciale graduatoria degli “atenei tecnici” il Politecnico di Milano sta un po’ meglio (intorno alla 50° posizione, dato per ora ufficioso), ma nella classifica generale anche il Politecnico lombardo sprofonda nella mediocrità (280° posto).
I primi dieci posti sono contesi dalla più prestigiose Università statunitensi (6) e britanniche (4) con Harvard, Cambridge e Yale che si dividono i primi tre posti. In leggera ascesa la presenza degli atenei asiatici (da 14 a 16 segnalazioni nelle prime 150 posizioni) e di quelli europei (da 36 a 39), in modesta flessione quelli americani (da 42 a 39).La seconda notizia, quella buona, ci dice che i giovani ricercatori italiani partecipanti allo Staring Grant 2009, l’ambitissimo bando dello European Research Council (un bando da 325 milioni di euro con borse per ricerca che vanno da 500 mila a 2 milioni di euro, mentre da noi i finanziamenti si attestano, quando va bene, al massimo intorno ai 100 mila euro), sono riusciti nella riguardevole impresa di aggiudicarsi il maggior numero di finanziamenti e risultare primi, insieme ai loro coetanei tedeschi, nella graduatoria relativa alla distribuzione dei fondi. Dopo di noi i giovani ricercatori francesi, belgi e olandesi. Soltanto al sesto posto gli studiosi britannici, molto più indietro quelli statunitensi.Queste due notizie sembrano riferirsi a due realtà totalmente diverse.
Da una parte la segnalazione di un sistema universitario in affanno e in sostanza mediocre se comparato con le prestazioni di altri Paesi, dall’altra la constatazione che questo medesimo sistema riesce ugualmente a formare giovani di valore che, almeno a livello europeo, riescono ad essere altamente competitivi con i loro coetanei.Ho provato a stilare una lista di ragioni per cercare quella che a prima vista sembrerebbe una insanabile contraddizione.
a) In Italia nascono persone più intelligenti rispetto al resto d’Europa che riescono a raggiungere ottimi risultati pur non disponendo di scuole e Università particolarmente qualificate (ipotesi improbabile e soprattutto un po’ difficile da dimostrare sul piano statistico).
b) Il solito stellone aiuta gli Italiani nelle situazioni più difficili, dalle partite di calcio vinte fortunosamente all’ultimo minuto alla fantasia che notoriamente sappiamo mettere in campo quando alle corde (spiegazione debole perché nel caso dell’ European Research Council non siamo in uno stadio e la fantasia non c’entra con l’assegnazione dei fondi di ricerca).
c) Le graduatorie stilate dal “Times Higher Education Supplement” si basano su indicatori che penalizzano gli atenei italiani (è la tesi sostenuta, per esempio, dal prof. Decleva, presidente dei Rettori delle Università italiane, secondo cui i criteri di valutazione sarebbero troppo “anglocentrici” a danno delle Università di tradizione latina e di lingua non inglese).
d) Non abbiamo ancora capito come funzionano i meccanismi di valutazione e dunque incappiamo in errori ingenui nel fornire i dati (è possibile, ma non al punto da penalizzarci in modo così vistoso).
Personalmente sono convinto che ci sia un’altra motivazione.
Abbiamo tanti giovani in gamba perché in Italia ci sono ancora, per nostra fortuna, tanti “maestri” che sanno trasmettere non solo conoscenze, competenze, pratiche metodologiche d’avanguardia, tutte condizioni strategiche per intraprendere l’alta ricerca, ma anche passione e costanza nello studio, capacità di sacrificio, desiderio di riuscire, soprattutto la speranza in un futuro migliore.Ho detto “maestri” e non insegnanti, perché solo i “maestri” a tutto tondo – quelli che una certa insopportabile retorica vorrebbe mettere in naftalina per garantire che ciascuno si possa “fare da sé” – sono capaci di mobilitare le potenzialità più autentiche e più vere dei giovani.


Giorgio Chiosso - Lunedì 12 ottobre 2009
tratto da ilsussidiario.net

 

Classifica Università virtuose de “Il Sole 24 Ore”: PoliMi davanti a tutti.

Ottobre 10, 2009 By: FNP Category: CNSU, News e Resoconti dal CNSU, Rassegna Stampa

13 luglio 2009

Ciclicamente si rivedono sulle pagine dei giornali tentativi di classificare secondo criteri di merito le università del territorio Italiano. I criteri cambiano, gli editori anche, ma si possono individuare importanti costanti, come ad esempio la regolare presenza del PoliMi in cima a queste valutazioni.

Proponiamo di seguito in allegato la classifica recentemente redatta da “Il Sole 24 ore” (Articolo + classifica complessiva + classifiche parziali per criterio).

I criteri adottati sono i seguenti:

Affollamento:
Rapporto tra Studenti in corso e docenti in ruolo (calcolando 1 gli Ordinari, 0.7 gli Associati e 0.5 i Ricercatori e correggendo il numero degli immatricolati secondo il fattore di dispersione atteso)

Occupati a 3 anni:
Dati Istat riferiti ai laureati 2004

Ricerca/Personale:
% dei docenti di ruolo che hanno ricevuto un giudizio positivo su Prin d’Ateneo
Ricerca/Fondi:
Disponibilità economica per la ricerca scientifica per ogni docente di ruolo

Ricerca/Fondi Esterni:
% di entrate per la ricerca provenienti da enti esterni

 Scarica l’articolo con le classifiche:   Classifica Università Migliori - Il Sole 24 Ore  

   

 

Analisi e proposte per il Sistema di Diritto allo Studio Universitario

Ottobre 10, 2009 By: FNP Category: News e Resoconti dal CNSU

Pubblico su questo sito il paper da me redatto dal titolo: “Diritto allo studio universitario: tra merito e autonomia”.

Questo testo rappresenta un importante punto di sintesi del lavoro svolto in questi anni nella commissione Diritto allo Studio in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, inserisco di seguito l’abstract  del paper:

Il sistema di Diritto allo Studio è l’espressione fondamentale del grado di civilizzazione di un paese. Garantire il raggiungimento dei più alti livelli di studio ai meritevoli è infatti il principale obiettivo strategico di una nazione.Il Diritto allo Studio Italiano è concepito ad oggi in modo assistenzialistico e tutt’altro che strategico; anziché essere concepito come sussidio per valorizzare il potenziale umano risulta al contrario un obsoleto sistema di redistribuzione acritica di fondi statali.È dunque fondamentale una decisa inversione di tendenza affinché l’enorme potenziale sottovalutato di questo strumento diventi finalmente efficace come già in molti paesi avviene.

Il presente paper - all’esito di un’analisi la cui ampiezza ha dovuto necessariamente scendere a compromessi con la brevità dello spazio disponibile - propone una strada di rinnovamento del sistema fondata su merito ed autonomia.

Scarica il testo:    Paper Diritto allo Studio

 

Audizione in Parlamento sulla situazione universitaria

Novembre 29, 2008 By: FNP Category: CNSU, News e Resoconti dal CNSU

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Palazzo Madama, Senato della Repubblica

Martedì 19 novembre 2007, Roma

 

Quest’oggi la Commissione del Senato “Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica” ha dato audizione al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

In qualità di membro dell’Ufficio di Presidenza, ho potuto esprimere in quella sede la posizione in merito all’attuale situazione del sistema universitario.

Il discorso si è concentrato su due temi fondamentali: il sistema di Diritto allo Studio e la valutazione.

  • L’attuale sistema di DSU è affetto da un grave malfunzionamento: l’attuazione dell’articolo 34 (“I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”) risulta attualmente sbilanciata verso l’aspetto della condizione economica senza che venga dato adeguato valore alle capacità del singolo. I 20 CFU richiesti quale requisito per l’idoneità non sono affatto in grado di individuare la parte di studenti realmente meritevole. Il sistema dunque si configura con una connotazione puramente assistenzialista.
  • Per rispettare l’essenza dell’università, la sua valutazione è per natura distinta tra ricerca e didattica. L’attuale sistema universitario, tuttavia, non ha mai fatto i conti con una effettiva valutazione, se non approssimativa e autoreferenziale.
    • Valutazione della Ricerca: seguire l’esempio positivo del Politecnico di Milano, nel 2007 si è reso disponibile ad una valutazione dei propri progetti di ricerca da parte di un ente esterno ed internazionale. Questo sistema si stacca per primo dalla logica perversa di una situazione in cui il valutatore coincide con il valutato
    • Valutazione della didattica: chi meglio degli studenti è nelle condizioni di esprimere un giudizio in merito al gradimento e alla qualità dell’offerta formativa erogata dai propri docenti e dunque dall’università di appartenenza?
      Come nella valutazione interna riteniamo fondamentale la valorizzazione dei questionari della didattica, così a livello nazionale la scelta degli stessi studenti può fornire un indicatore di qualità dei vari atenei qualora sia garantita loro una reale libertà di scelta, primo obiettivo del sistema di Diritto allo Studio. Dove la mobilità degli studenti è davvero possibile, infatti, risulta immediato l’imporsi di una ratio meritocratica.

Inserisco in allegato il testo dell’intervento di Nicola Plescia e del Presidente del CNSU, Diego Celli.

 

>> Intervento del Presidente del CNSU, Diego Celli

 

>> Intervento di Nicola Plescia, Ufficio di Presidenza