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Perché serve uno del Poli al CNSU?

Novembre 28, 2007 By: FNP Category: CNSU, Perchè serve uno del Poli al CNSU No Comments →

La presente pagina rappresenta il programma elettorale in occasione delle elezioni del Consiglio Nazionale del Studenti Universitari del 2007, i dati in seguito riportati sono aggiornato al Maggio 2007. 

FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario)

Da una recente statistica risulta che il Politecnico di Milano sia la seconda università maggiormente sottofinanziata della nazione (cioè il Politecnico riceve molti meno soldi di quelli adeguati alle dimensioni della propria struttura e alle sue attività). La ragione di questa “ingiustizia” risiede nella modalità con cui vengono ripartiti i contributi provenienti dal Fondo di Finanziamento Ordinario. Infatti le quote di questo fondo statale vengono assegnate alle singole università per il 99,5% secondo le quote assegnate l’anno precedente, mentre la qualità della ricerca e della didattica dei singoli atenei vengono valutati per l’irrisorio 0,5% rimanente.

Tale suddivisione dei fondi penalizza gravemente il Politecnico di Milano che ogni anno eccelle per qualità della didattica, della ricerca e degli studenti. Ciò comporta significative difficoltà per il nostro ateneo per quanto riguarda l’amministrazione delle sedi esterne, la nascita di nuovi laboratori, la manutenzione degli edifici, ma anche il sostegno economico agli studenti che affrontano esperienze di studio all’estero (borse Erasmus, borse per tesi all’estero, etc.).

Ci batteremo affinché ai criteri di valutazione della didattica, della ricerca e della qualità degli studenti venga riconosciuto il giusto valore. Chi punta sulla qualità è giusto che venga valorizzato, soprattutto economicamente, affinché possa proseguire su questa strada!

Gli altri punti del programma:

Fondo per il diritto allo studio. Quest’anno, per la prima volta il budget nazionale dedicato al diritto allo studio, anziché essere aumentato, è stato ridotto di 20 milioni di euro. È necessario che a livello nazionale venga proposto di incrementare nuovamente questo fondo: da questo infatti dipendono borse di studio, borse per Erasmus e tesi all’estero, servizi di mensa e altri fondamentali servizi per lo studente.

Studenti fuori sede. È necessario creare un servizio di alloggio gestito dalle stesse università, magari reperendo contatti con enti esterni (al Poli si cominciano a fare passi verso questa direzione). Il mercato degli affitti, infatti, è interamente nelle mani dei privati che trovano buon gioco nell’aumentare i prezzi all’aumentare degli iscritti alle università. Con un opportuno numero di appartamenti in gestione l’università acquisirebbe un significativo potere contrattuale, tale da ridurre lo strozzinaggio degli affitti nelle cosiddette “città studi”. In tal senso la legge 338/00 prevede un cofinanziamento da parte dello Stato per nuove residenze studentesche; il bando verrà pubblicato quest’anno ed è dunque necessario, a livello nazionale, indirizzare al meglio i fondi che verranno messi a disposizione.

Studenti pendolari. Per gli studenti universitari le convenzioni promosse dalle aziende dei trasporti (Trenitalia, Ferrovie Nord, ATM, etc.) sono ancora inadeguate e spesso inesistenti. È mia intenzione promuovere, attraverso le potenzialità del CNSU, forme di collaborazione con il Ministero dei Trasporti affinché possa giocare un ruolo fondamentale nel coordinare gli accordi tra università e aziende di trasporti, nell’interesse degli studenti pendolari.

Prestiti d’onore. Al Politecnico è nata una collaborazione con Banca Intesa per l’erogazione di prestiti agli studenti, ma questa opportunità rimane solo parzialmente sfruttata dal momento che, essendo un servizio privato, i tassi di interesse sono a livello di mercato (5,7% annuo). È dunque necessario, attraverso delle agevolazioni pubbliche, abbattere i tassi di interesse, in modo che questo importante servizio divenga realmente sfruttabile, così com’è nel resto d’Europa. In Inghilterra, infatti, a qualunque studente universitario viene garantito, all’atto dell’iscrizione, un prestito mirato alla copertura delle tasse universitarie, con tasso di interesse pari al tasso di inflazione.

Erasmus. I contributi per le esperienze di studio all’estero che l’università eroga per gli studenti vincitori di borsa di studio risultano, in linea di massima, adeguati alle spese da sostenere, mentre i 130 euro mensili di borsa Erasmus per tutti gli altri studenti appaiono del tutto ridicoli. Contributo tanto più ridicolo alla luce della tanto invocata politica di internazionalizzazione che l’università italiana dice di portare avanti. Cosa dire, inoltre, delle difficoltà nel vedersi riconoscere i crediti da conseguire all’estero? O dell’impossibilità di conseguire in un anno di Erasmus i crediti di un anno intero (oggi è possibile conseguirne al più 50)? Pertanto la mia proposta è di fornire reali e adeguate condizioni che agevolino un periodo di studio all’estero.

Dove va la riforma? La riforma del 3+2 è sbarcata in università ormai da tempo; è, dunque, necessario avviare un’indagine a livello nazionale per verificare se e come i risultati che questa radicale riforma si era prefissata siano o meno stati raggiunti. La gente in quanti anni si laurea? La figura del laureato alla triennale è richiesta nel mercato del lavoro? In quanti proseguono gli studi con la laurea specialistica? Quale differenze vanno delineandosi tra i due laureati nei vari ambiti lavorativi?